imageIl cielo della mia isola nasce a un palmo da terra, e le nuvole vi scorrono così vicine che anche le colline abbozzate da millenni di vento al loro cospetto sembrano montagne. Il cielo della mia isola non è un cielo cavo di cupola, non assomiglia a quei cieli che evocano distanze siderali di divinità trascendenti. Il cielo della mia isola è gonfio di presenze, è denso da ritornare quasi acqua e gocciolare poco a poco nei polmoni. Chi vi ha vissuto a lungo, o chi a lungo l’ha amato, finisce col diventare in esso una cosa sola. Così che a volte le anime sembrano scorrere nei suoi venti, o sospendersi nelle sue bonacce, mormorando storie sopra le pietre e in mezzo al fogliame. E a noi basta sollevare gli occhi per riconoscere in cielo il tratto di qualcosa che ci ha generato e che ancora, senza alcun dubbio, a noi somiglia.

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Prima che il bambino fosse bambino
Era un corso d’acqua
E il sole lo baciava alle due rive.
Le sue guance erano colline
E i suoi capelli orizzonti di foreste

Prima che il bambino fosse bambino
Era un fuoco acceso nella notte
E le sue dita erano vulcani.
Il suo cuore era l’eco di un boato
E il sangue bruciava come la prima stella

Prima che il bambino fosse bambino
Era un sasso lanciato nello spazio
E i suoi polmoni erano di vento.
La sua bocca era un filo di cometa
Ed i suoi occhi azzurri polvere sospesa

Prima che il bambino fosse bambino
Era ghiaccio silenzioso e sconfinato
E aveva una luna tra le braccia.
Le sue impronte si riempivano di oceani
E i pesci abitavano le pieghe del suo viso.

Prima che il bambino fosse bambino
Era una zolla di terra rivoltata
E i suoi piedi erano punte affilate di un aratro.
I suoi occhi erano semi piantati fino in fondo
E il suo respiro germogliava al contatto con la pioggia.

Prima che il bambino fosse bambino
Era un uomo che si metteva in piedi
Ed il suo peso era di farfalla
Le sue gambe erano montagne
E dal suo ventre nascevano le nuvole.

Prima che il bambino fosse bambino
Sua madre gli rassomigliava
E suo padre ne custodiva il nome
La sua voce era nel respiro
E la parola gli nasceva dalle mani.