imageIl cielo della mia isola nasce a un palmo da terra, e le nuvole vi scorrono così vicine che anche le colline abbozzate da millenni di vento al loro cospetto sembrano montagne. Il cielo della mia isola non è un cielo cavo di cupola, non assomiglia a quei cieli che evocano distanze siderali di divinità trascendenti. Il cielo della mia isola è gonfio di presenze, è denso da ritornare quasi acqua e gocciolare poco a poco nei polmoni. Chi vi ha vissuto a lungo, o chi a lungo l’ha amato, finisce col diventare in esso una cosa sola. Così che a volte le anime sembrano scorrere nei suoi venti, o sospendersi nelle sue bonacce, mormorando storie sopra le pietre e in mezzo al fogliame. E a noi basta sollevare gli occhi per riconoscere in cielo il tratto di qualcosa che ci ha generato e che ancora, senza alcun dubbio, a noi somiglia.

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